La Pasqua come il Natale è la grande festa cristiana che viene completamente oscurata nel suo genuino significato per la nostra vita di credenti.
Lasciamo da parte tutte le operazioni commerciali, turistiche e devozionali che ruotano attorno al "sacro lino della sindone" di Torino. Dimentichiamo per un momento le atrocità e i travisamenti di un film che sta girando per l'Italia in questi giorni e presumerebbe di rileggere la passione di Gesù. Mi domando quanto in questi giorni di compere, di viaggi e di enormi operazioni turistiche le comunità cristiane possano e sappiano annunziare la risurrezione di Gesù in modo significativo per il mondo, gli uomini e le donne di oggi.
UNA PIETRA RIBALTATA
La metafora della pietra sepolcrale ribaltata non può essere letta come una cronaca. Infatti non sappiamo come sia realmente avvenuta la resurrezione: le Scritture, con l' immagine dell'angelo, della pietra ribaltata e della tomba vuota non vogliono descriverci le modalità di un intervento. Esse intendono darci l'annuncio, dirci con chiarezza che Dio non ha abbandonato Gesù nella morte e che, in qualche modo, gli ha dato una vita nuova presso di sé. I vangeli ci danno lo stesso annuncio in modi diversi. I linguaggi sono molti, ma l'annuncio centrale della Pasqua è preciso: Gesù, per opera di Dio, è vivo. Lui, non solo il suo messaggio.
Mi sono dilungato in questa riflessione perchè spesso noi facciamo fatica a cogliere il "cuore", il centro del Vangelo e così non riusciamo a uscire da certi immaginari che soffocano la vitalità del messaggio.
NESSUNO RISORGE CON LE SUE FORZE
Gesù non ha vinto la morte in forza di qualche sua prerogativa personale. E' Dio che lo ha risuscitato, come ci testimoniano molti passi delle Scritture; quando dice "Gesù è risorto", "Gesù è vivo", la Scrittura sottintende sempre l'azione determinante di Dio.
Su questo uomo schiacciato e "fatto fuori" Dio prende una nuova iniziativa; lo aveva accompagnato colmandolo di fede e di coraggio, lo aveva sostenuto nel suo impegno per la giustizia, gli era stato vicino quando ormai la congiura lo stringeva da ogni parte. Gesù era pienamente cosciente che quella forza gli veniva da quel Dio che egli stesso pregava da solo e con i discepoli. Non si era mai montato la testa di essere un superman o un'essere divino: "Perchè mi chiami buono? Nessuno è buono se non Dio solo" (Marco 10,18).
Questo rimane il pilastro centrale della nostra fede pasquale. C'è tanto egoismo e tanta violenza nel mondo e nelle nostre vite personali. La "pietra sepolcrale" delle forze della morte è pesante e noi potremmo rassegnarci a vivere come fossimo destinati ad accettare la guerra e i soprusi come situazioni immodificabili. Gli Stalin, gli Hitler, i Bush, i Saddam, i Blair, i Berlusconi... di questo mondo sono certamente seminatori di menzogna e di morte, autentiche pietre sepolcrali.
Ma se noi, come chiese cristiane e come singoli credenti, davvero credessimo che Dio è la forza che ribalta le pietre sepolcrali e depone i potenti dai troni, allora riscopriremmo che cosa vuol dire celebrare la Pasqua nella vita quotidiana e i tiranni avrebbero i giorni contati.
Ma, purtroppo, dalla loggia di San Pietro alle nostre parrocchie, spesso l'annuncio mobilitante del Dio liberatore dalla rassegnazione e dalle forze della morte si è talmente "spiritualizzato" da non disturbare e da non mobilitare più nessuno. Tutto si riduce a cantilena religiosa. Questa è la "tragedia" dei nostri giorni. Noi, con i nostri compromessi e con le nostre diplomazie, abbiamo fatto tacere l'annuncio della risurrezione.
Per dono di Dio, altri cuori lo hanno accolto e ancora una volta quelli che sono "fuori del tempio" sono figli e figlie della risurrezione molto più di noi.
MARIA DI MAGDALA, PIETRO, GIOVANNI
Ma c'è chi raccoglie con passione il messaggio. "E' ancora buio" quando Maria Maddalena va al sepolcro e poi (la prima ad aprire il cuore) "corre" (versetto 2) da Pietro e dal discepolo prediletto. Questa donna sveglia gli altri discepoli, li invita a mettersi in movimento. E un pò quello che succede spesso oggi nel mondo e nella chiesa: molte donne sollecitano e "svegliano" troppi uomini dormienti.
Capire che Gesù è vivo, che Dio ha reso viva la sua persona, il suo messaggio e ci invita a proseguire la sua opera, questo fa entrare la Pasqua dentro la vita quotidiana.
Se davanti alle tragedie lontane e vicine ci siamo un pò addormentati o messi in pantofole, il vento della risurrezione ci può rimettere in cammino. Se non maturiamo decisioni di impegno, ben radicate nella fiducia nel Dio liberatore, allora la nostra Pasqua sarà poco più di un bell'uovo di Pasqua, la "dolcezza e l'emozione di un momento".