| Commento alla lettura biblica liturgica del 12 dicembre 2004 | ||
|
|
||
|
Una canna sbattuta dal vento? |
||
|
Giovanni intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?». Gesù rispose: «Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella, e beato colui che non si scandalizza di me». Mentre questi se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Che cosa dunque siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re! E allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, anche più di un profeta. Egli è colui, del quale sta scritto: "Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero che preparerà la tua via davanti a te". In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui (Matteo 11, 2-11)
|
||
|
Ovviamente il Vangelo di Matteo costruisce questa ed altre pagine con l’intento teologico di far risaltare la “superiorità” di Gesù sul Battista. La costruzione ideologica del “precursore del messia” è altra cosa dalla storia reale. Questa pagina più che fornirci informazioni storiche sulla relazione di Gesù e di Giovanni, colloca il nazareno in continuità con il Battista che, in questo periodo teologico, diventa colui che prepara la strada. Più tardi, nei secoli, noi cristiani arriveremo al punto di fare di Giovanni Battista, che è un profeta ebreo, un santo cristiano. Nel calendario cattolico esiste addirittura la festa di San Giovanni Battista: una vera mania annessiva che ha del ridicolo! La profezia può fiorire - e di fatto fiorisce - in ogni ambito laico e religioso e non c’è alcuna necessità di etichettarla come cristiana, di annetterla. Non solo: su questa strada dell'annessione, il rischio che un po’ tutti possiamo correre è quello di annetterci Dio, di fare di Lui una “appropriazione indebita continuata”, di arruolarlo tra i nostri o di farne una tessera del nostro mosaico culturale o teologico. Sulla rivista “Amici dei lebbrosi”, fondata da R. Follerau, è comparso in questi giorni uno scritto di Mario Mariotti. Con un tono volutamente provocatorio, ci trasmette una vibrazione profetica che nella banalizzazione e nella confusione di questi giorni natalizi può essere utile ascoltare. La riporto integralmente. Appropriazione indebita continuata "Sebbene ci sia poco da aspettarsi da un presidente che pensa di risolvere il problema degli incendi dei boschi abbattendo preventivamente gli alberi, tuttavia in una cosa Bush ha ragione: è vero, Dio non è neutrale! E dato che lui e i suoi, da una ricerca di mercato, hanno scoperto i Valori, se ne sono indebitamente appropriati e se ne sono fatti paladini; certamente il Dio non neutrale è dalla loro parte. Loro infatti difendono il valore della vita (essendo i più ricchi fra quel 17% che divora l’80% delle ricchezze del pianeta, sono i principali responsabili della morte per fame e malattie relative di 30 mila piccini ogni giorno). Loro sono contro l’aborto (è meglio lasciar nascere e crescere quelli che, dopo essere stati sfruttati e spremuti come limoni, potranno liberamente crepare prima dei 50-60 anni per miseria e mancanza di quelle medicine di cui i difensori della vita detengono i brevetti). Loro ce l’hanno con i gay (Dio non avrebbe dovuto fare lo sbaglio di creare questi bipedi diversi; è stato un attimo di distrazione colposa, all’interno dei sei giorni della creazione...). Loro sono i difensori della famiglia (oltre ad esserlo di quel mercato e di quel “beati i ricchi” che rendono precario e fluttuante il diritto al lavoro, la stabilità della famiglia, la formazione della “persona”, prostituita da bipede pensante a consumatore mai sedato). Loro, essendo i difensori dei Valori, si ritrovano ad essere gli eletti, ad avere Dio con loro, ad averlo alleato nella propria missione di diffusione del modello americano in ogni contrada del pianeta. Ma sarà proprio così? Sarà proprio vero che Dio è con gli USA? Se è vero questo, se il Dio dei poveri e degli oppressi si è convertito a proteggere i ricchi, i potenti, gli oppressori, se il Dio di Mosè ora difende il Faraone, allora la Sua funzione, le sue mansioni dovranno essere assunte da Allah, dato che orfano, vedova e straniero qualche difensore lo devono pur avere, ed alla fine sarà Lui a vincere. Ma riuscirà, poi, il Dio di Mosè neoconvertito, a non vomitare su di una cultura quale è quella americana, che umilia il povero, lo colpevolizza nella propria condizione, lo considera di una razza inferiore, dato che nella competizione generalizzata lui è risultato fra i perdenti? Non coglierà le analogie fra questo tipo di cultura e quella dei nazisti, che vedevano negli slavi dei “servi della gleba”, e negli ebrei dei “roditori parassiti comunisti”, cui velocizzare la dipartita da questo mondo destinato alla razza ariana dei ricchi, benedetti da Dio? No, neppure Lui avrà uno stomaco tanto forte da digerire il nazicapitalismo di quelli che si considerano i padroni del mondo e ritengono la propria cultura superiore a tutte le altre, mentre nella realtà, con le loro guerre preventive e colpi di stato pilotati (terrorismo di stato), la loro democrazia del dollaro, ed il loro livello di consumi stanno portando al collasso quell’ecosistema che sarebbe dono di Dio e patrimonio di tutti! Ma mentre Bush, (come Adolfo) ripete che Dio è con lui, e che la Destra ha la missione della difesa di quei Valori che essa, strutturalmente bestemmia, storpia e soffoca, tutte le gerarchie religiose, non solo quella cristiana (che dovrebbe essere la più arrabbiata) salvo rarissime eccezioni continuano a stare zitte, come del resto fa, proprio in rapporto ai Valori, quel tanto di Sinistra che è rimasto sul pianeta pur trovandosi espropriata, più delle religioni, del proprio specifico, la difesa dei Valori stessi. Ma cosa aspettiamo ancora, prima di dire che, quando quelli parlano, bestemmiano? Che non si tratta di difesa, ma di appropriazione indebita continuata? Di cosa sporca, di negazione strutturale dei Valori? E che non possiamo continuare a dare credibilità a quell’Impero che si determina in modo da lasciar morire ogni giorno migliaia di piccole vite? E che fine avrà mai fatto il Dio di Gesù, che ci invita al necessario ed alla condivisione, che ci pone custodi e non padroni, che è padre di tutti, anche dei gay, che non se la prende con loro ma con i ricchi e con gli ipocriti, che denuncia la ricchezza quale omissione di solidarietà, che si aspetta da noi una trasformazione storica di questo nostro mondo che arrivi a permettere a tutti i viventi la fruizione dei diritti fondamentali, primo fra essi quello alla vita, dono del Padre anche per i minimi. C’è qualcuno che ha qualche notizia di Lui, dato che Tempio e Impero continuano a sponsorizzare la holding dei ricchi epuloni, ed i laici di Sinistra persistono nel loro sopore alienato?". Mario Mariotti
L’elogio di Gesù per il suo maestro, che ora è in carcere, straripa di riconoscenza e lascia trasparire la statura morale straordinaria di questo profeta di Israele. Secondo lo storico Giuseppe Flavio (Antichità XVIII, 5, 2) il Battista è stato imprigionato nella fortezza erodiana di Macheronte, a oriente del mar Morto. Nello stesso carcere il Battista morirà come testimone coerente che non si è piegato al potere romano. Dello smisurato elogio di Gesù mi colpisce sempre di più il versetto 7: “Che cosa siete usciti a contemplare nel deserto? Una canna sbattuta dal vento?”. Dunque per Gesù il Battista non è stato né un “abitatore del palazzo”, né uno compiacente verso le mode, le convenienze, la ricerca del consenso. Mi sembrano preziosi sia la testimonianza del Battista sia il riconoscimento attribuitogli da Gesù. Voglio oggi ringraziare Dio con grande gioia perché nella mia vita ho incontrato, e incontro, delle donne e degli uomini che non sono delle canne sbattute dal vento, delle banderuole, ma delle persone che non cedono alle lusinghe della carriera, del successo, del denaro. Parlo di uomini e donne in carne ed ossa, non di santi immaginari, artificiali o di statuine di gesso o di eroi o di giganti della virtù. Sì, con l’aiuto di Dio, mettendo il cuore e le radici nel Vangelo, anche oggi è possibile “rimanere saldi nel Signore”, come dice la Scrittura, senza girarsi indietro. Nello stesso tempo voglio affidarmi a Dio per imparare a raccogliere la testimonianza di questi fratelli e sorelle cercando di renderla viva e vera anche nella mia esistenza quotidiana che avverto spesso incoerente e poco coraggiosa. La fragile canna della nostra vita e della nostra fede deve, in verità, fare i conti con tanti venti impetuosi e con tanti venticelli seducenti. Forse il vento più pericoloso, la tentazione più insidiosa oggi è la distrazione, la dispersione delle energie in mille rigagnoli, il mito dell’esperienza, l’emozionalismo. “Nella società dell’usa-e-getta, si pensa e si agisce come se anche l’esperienza religiosa fosse riconducibile alla stessa logica” (Marcelo Barros). Lo stesso teologo sottolinea che viviamo in un tempo in cui si rileva un forte desiderio di esperienze comunitarie, ma la maggior parte delle persone non vuole vivere la realtà comunitaria concreta. “Molti desiderano l’esperienza o la sensazione di far parte di una comunità, ma non l’impegno che questo comporta. Preferiscono vivere ogni incontro come una realtà a sé. Non hanno a cuore la continuità”. Non sopportano il peso della routine, della responsabilità condivisa, dei conflitti, dei momenti di bassura e di vacche magre. Una cosa è fare l’esperienza di una “eucarestia effervescente ed emotivamente forte”, altro è portare il nostro personale contributo perché sempre l’eucarestia della comunità sia viva e nutriente. Costruire una comunità esige un impegno d’amore, comporta il passaggio da un’esperienza episodica a un vero impegno comunitario. Giovanni e Gesù sono per noi la testimonianza di questo stile “costruttivo”, l’opposto della canna sbattuta dal vento. La loro vita può diventare una preziosa indicazione per ciascuno/a di noi. |
||
|
Franco Barbero NB: se a Natale vuoi farti un regalo prezioso, ti consiglio un libro: ZIGMUNT BAUMAN, Amore liquido, Edizioni Laterza, pag 219, € 19,00. |
||
|
Traducido en español: Luca Prola
|
||