| Commento alla lettura biblica liturgica del 19 dicembre 2004 | ||
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Leggende natalizie piene di profezia |
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Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: "Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi". Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù (Matteo 1, 18-25)
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Oggi e nella veglia natalizia leggiamo due leggende teologiche davvero deliziose e significative. Le chiese cristiane nei primi secoli non celebravano il Natale di Gesù perché non ritenevano importante la data di nascita del nazareno, ma credevano essenziali la sua vita e il suo messaggio. Se l'imperatore Giustiniano II (565 - 578) si vide costretto ad imporla per tutto l'impero romano, ciò significa che la festa di Natale si diffuse molto lentamente. La scelta del giorno 25 dicembre fu determinata, con molta probabilità, dal fatto che il mondo romano celebrava in questo giorno il solstizio d'inverno, la nascita del dio sole (Natalis Solis Invicti). Così, al posto della festa pagana, subentrava una festa cristiana. In quel tempo in cui fortunatamente non esistevano ancora né il papato né il Vaticano, purtroppo l'alleanza tra l'impero e la religione cristiana stava già consolidandosi. Due giovani sposi e una famiglia numerosa Ma anche se non celebravano la festa di Natale, i cristiani della fine del primo secolo già avevano inserito nei Vangeli di Luca e di Matteo questi racconti poetici e teologici. Quando Gesù nacque non se ne accorse nessuno, non ci fu nessun svolazzo d'angelo, nessun viaggio di pastori. Due giovani sposi accoglieranno questo figlio come un nuovo dono di Dio. Oggi le scienze bibliche ci permettono di leggere queste pagine non come resoconti storici della modalità della nascita di Gesù, ma come "storie teologiche", leggende che si prefiggono di proiettare sulle origini di Gesù una luce straordinaria. Lo scopo è quello di segnalarci la funzione singolare e la missione unica che Dio ha affidato a Gesù. Le due leggende sono assai diverse (in Matteo è centrale la figura di Giuseppe mentre in Luca è protagonista Maria), ma esse vogliono illustrarci quale dono Dio ci abbia fatto regalando al mondo quel Gesù che nasce a Nazareth, nella casa di Maria e Giuseppe, in una famiglia allargata con quattro fratelli e delle sorelle, come i testi greci dei vangeli ci documentano senza ombra di dubbio. Non ci sono dubbi in proposito: la madre è Maria, che appare in primo piano, mentre il padre è Giuseppe... Se in Marco 6, 3 il secondo evangelista collega Gesù alla madre: "Non è forse il figlio di Maria?", Matteo, Luca e il Quarto Vangelo attestano un interrogativo diverso: "Non è costui il figlio del falegname (Matteo 13, 55), di Giuseppe (Luca 4, 22 e Giovanni 6, 42)? Il biblista cattolico Giuseppe Barbaglio documenta che si tratta di "una famiglia numerosa. In Marco 6, 3 i compaesani si stupiscono della sua sapienza: 'Non è costui il falegname, il figlio di Maria e il fratello di Giacomo, Ioses, Giuda e Simone? E le sue sorelle non sono qui presso di noi?'. Così pure troviamo in Matteo 13, 55-56. Il greco del Nuovo Testamento non permette di tradurre cugini anziché fratelli". Lo stesso teologo Barbaglio afferma che "in realtà il vocabolo greco adelphós indica sempre, senza eccezioni, fratello di sangue, almeno fratellastro" (Gesù ebreo di Galilea, Edizioni Dehoniane, pagg. 119 - 128). Quindi per la storia non esiste affatto il problema dei fratelli e delle sorelle di Gesù: esiste solo per la dogmatica cattolica. La leggenda teologica non vuole cancellare questo dato storico, ma intende, attraverso un linguaggio poetico e mitico, suscitare in noi un inno di lode a Dio di cui Gesù è stato il testimone per eccellenza. Nei racconti di Luca e di Matteo Gesù viene fatto nascere a Betlemme per dirci che egli è l'erede delle promesse messianiche legata a Davide, nato a Betlemme. Si tratta quindi di valorizzare questi racconti leggendari che servono a fissare il nostro sguardo e orientare il nostro cuore verso la persona di Gesù, la sua vita, la sua fiducia in Dio, la sua testimonianza. Non c'è nessun "divin bambinello" da adorare, nessuna mangiatoia davanti alla quale perderci in facili emozionalismi. Gesù: la nostra strada Semmai queste deliziose leggende, con il loro commosso richiamo alla semplicità e alla sobrietà, possono dirci quali furono l'orientamento e l'itinerario molto concreto della vita di Gesù. Ma non ricordiamo adeguatamente, come suoi discepoli, il maestro e profeta di Nazareth se ci limitiamo a qualche commozione davanti al bambinello e al presepe. Natale può suscitare in noi una emozione positiva se essa sfocia in una decisione: voglio orientare e continuamente riorientare la mia vita sulle tracce di Gesù. Questa è la poesia feconda e costruttiva del Natale che mi spinge a lottare ogni giorno, a lavorare umilmente ogni giorno, a pregare ogni giorno perché anche la mia piccola vita e le nostre comunità si convertano alla fiducia in Dio e alla solidarietà. Il resto è retorica dei "sacri palazzi"... con tanto di benedizione "Urbi et orbi"... vetrine… panettoni e tanta insalata indigesta di religione e di commercio. Il tutto sotto vuoto spinto. Due consigli In questi giorni cerchiamo da soli o in compagnia, dei momenti di silenzio. Mi permetto di consigliare anche una lettura molto stimolante di Alberto Melloni, Chiesa madre chiesa matrigna, Einaudi. E' davvero una bella lettura natalizia. Può dare una "scossa" al nostro cristianesimo addormentato. |
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Franco Barbero |
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Leyendas de Navidad llenas de profecias Hoy, antes de Navidad leyemos dos leyendas teologicas verdaderamente bellas y sinificativas. Las iglesias cristianas en los primeros siglos no celebraban la Navidad de Jesús porqué no consideraban importante la fecha de nacita del nazaren, pero creyan indispensables su vida y du mensaje. Si el imperador Giustiniano II (565-578) se ve obligado a imponerlo por todo el imperio romano, esto significa que la fiesta de Navidad se difundió muy lentamente. La elejida del día 25 de dicembre fue determinada, con muchas probabilidades, por el echo que el mundo romano celebraba en este día el solticio de invierno, la nacita de dios sol (Natali Solis Invicti). Así, envez dela fiesta pagana, subentraba una fiesta cristiana. Dos joven esposposos y una familia numerosa Pero tampoco si no celebran la fiesta de Navidad, los cristianos del la fin del primer siglo ya habian metido en los Evangelios de Luca y de Mateo estos cuentos poeticods y teologicos. Jesús: nuestro camino Estas bellas leyendas, con su conmovido rellamo ala siplicidad y sobriedad, pueden decirnos cuales fueren la orientación y el camino muy concreto de la vida de Jesús. Pero no acueramos adecuadamente, como sus descipulos el maestro y profeta de Nazaret si nos limitamos a algunas lagrimas delante de el niño y el belén. Dos consejos En estos dia buscamos solos u en compañia, momientos de silencio. |
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Traducido en español: Luca Prola
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