Commento alla lettura biblica liturgica del 1 febbraio 2004


 

Figli e figlie di Giuseppe

 
Allora cominciò a dire: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi». Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose: «Di certo voi mi citerete il proverbio: Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafarnao, fàllo anche qui, nella tua patria!». Poi aggiunse: «Nessun profeta è bene accetto in patria. Vi dico anche: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarepta di Sidone. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro». All'udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno; si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio. Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò (Luca 4, 21-30).
 

Il brano biblico di oggi riflette bene un dato storico: il rifiuto che Gesù riceve nella sua città. Ma, in realtà, queste righe descrivono un pò le sorti che, ieri come oggi, viene riservata a chi è portatore di una particolare istanza, di un particolare messaggio profetico.

Ciò che successe a Gesù non è molto diverso da ciò che nei secoli è avvenuto a tanti altri profeti. Che li si uccida o li si emargini, che li si derida o li si circondi di indifferenza è una questione che dipende dai tempi e dalle situazioni, ma il succo è sempre lo stesso: vanificare la profezia.  

"Oggi" 

I profeti e le profetesse sono presenze scomode per molti motivi, ma c'è una ragione che balza subito all'occhio. Essi certamente sono aperti al futuro, ma il loro messaggio è molto orientato al presente. Essi diventano intollerabili e "insopportabili" quando dicono "oggi" e non si dilungano in vaghe elucubrazioni sul futuro.

"Oggi" è una parola che inchioda al presente, che non lascia spazio a fughe o evasioni. L'oggi dei profeti enuncia "parole piene di grazia" (versetto 22),  ma contemporaneamente invita a nuove decisioni, sollecita dei cambiamenti profondi e pone davanti alle ineludibili responsabilità.

Quando siamo posti di fronte alla "chiamata a convertirci", noi preferiamo spostare a domani. Se guardo alla mia vita, devo riconoscere che spesso mi sono rifugiato in un comodo "farò domani" quando un preciso e possibile "oggi" mi invitava a conversione, a qualche personale decisione.

La mia biblioteca è piena di Bibbie logore e consumate. Le tengo preziose come lettere d'amore "giuntemi" in stagioni diverse. Altre nuove continuamente si aggiungono. Ma in tutte queste Bibbie c'è un capitolo che sempre mi coinvolge perchè mi invita a prendere sul serio le opportunità che Dio mi offre nel presente, i "messaggi" che attraverso le persone e i fatti della vita mi fa giungere: Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire? Non è di là dal mare, perché tu dica: Chi attraverserà per noi il mare per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire? Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica (Deuteronomio 30, 11-14).

Figlio di Giuseppe 

Sovente noi, come si dice in proverbio, "aspettiamo sempre il Messia", cioè troviamo una scappatoia elegante. Per coinvolgerci sulla strada del Vangelo, ci aspettiamo segni prodigiosi, esempi straordinari, testimonianze grandiose... Se noi cerchiamo i profeti tra i "miti" o i santi fabbricati dalla gerarchia, che rende "grandi" quelle persone che sono funzionali all'azienda religiosa, forse sbaglieremo luogo.

In questi giorni un leader politico ben noto, dopo un rifacimento del volto (perchè altro non può e non sa cambiare), ha canonizzato qualche reverendo in una delirante riunione...

La strada che Gesù ci indica è decisamente un'altra. I profeti vanno cercati tra "i figli e le figlie di Giuseppe", tra le tante persone "comuni" che nessuna istituzione strombazza. Se poi si tratta di quelli reclamizzati dal chierichetto Vespa, allora possiamo essere sicuri che è un "prodotto sofisticato, guasto e scaduto". I "santi" e le "sante" di successo sono delle statue di gesso fabbricate per gli adoratori di idoli.

Perchè non mi succeda di "riconoscere i profeti quando sono passati", cioè quando sono già morti, mi affeziono sempre di più ai "figli e alle figlie di Giuseppe" e cerco nelle loro piccole vite quelle tracce di profezia che Dio fa crescere e fiorire nelle loro esistenze quotidiane.

Sovente il tesoro è vicino e io lo cerco lontano.Voglio imparare giorno dopo giorno a guardare con stupore e meraviglia "i miracoli che sono quotidianamente tra di noi". Molti anni fa scrissi con la mia comunità un volumetto (ancora disponibile) "Lazzaro, vieni fuori" in cui dedicai alcune pagine alla capacità di meravigliarsi.

Anche in questo Gesù di Nazareth ci fornisce una testimonianza preziosa. Proprio negli incontri quotidiani con le persone (il centurione, la cananea, il maestro della legge, l'emorroissa, la vedova, la donna che profumò il suo capo, Zaccheo, i bambini...) ha saputo "meravigliarsi", scorgere i segni di Dio, imparare, camminare insieme. 

Grazie 

Non Ti ringrazierò mai abbastanza, o Dio, per i fratelli e le sorelle che mi fai incontrare lungo i giorni della mia vita. Queste persone in carne ed ossa, con la loro vita fatta di ricerche, di affanni e di pace, di amore e di egoismo, di chiarezze e di ombre, di gioie e di lacrime, con il loro desiderio di conoscere la Tua volontà e di praticare la giustizia rappresentano per me un invito che Tu mi fai giungere a cercare i sentieri concreti dal Vangelo.

Aiutami a non distogliere lo sguardo, ad aprire il cuore, ad imparare ogni giorno a camminare in compagnia con tanta fiducia in Te.

Insegnami a meravigliarmi... 

Un augurio 

La redazione di Qualevita, un periodico di riflessione e informazione nonviolenta (Via Buonconsiglio, 2 - 67030 Torre di Nolfi) pubblica queste righe che qui riporto come invito alla meraviglia. 

"Un giorno la Noia sfidò l'Ombra a chi riuscisse di restare il più a lungo possibile attaccata agli uomini, senza che gli uomini se ne potessero liberare. 'Tu hai bisogno di una fonte luminosa per esistere. Io non ho bisogno di nulla, io sono con loro nel buio e nella luce', si vantò la Noia.

Da quel giorno, per quanto furbi si facessero gli uomini per sfuggirla, la Noia non li lasciava mai, tanto che gli uomini cominciarono a pensare che la Noia fosse la loro irrinunciabile compagna quotidiana e che la vita non fosse altro che una cosa estremamente noiosa. Allora, in aiuto dell'umanità annoiata, venne la Meraviglia.

Così capitava che ogni tanto qualcuno degli uomini, forse particolarmente stanco, stremato, si fermasse, si guardasse attorno e improvvisamente, come dicono che capiti soltanto ai bambini, provasse una sconcertante meraviglia. Eppure nulla attorno a lui era cambiato. Di cosa mai si meravigliava quell'uomo? Di tutto e di nulla, forse soltanto del fatto di essere vivo e domani, magari, di dover morire. Senza alcuna particolare ragione entrava in lui, in quel momento, una strana, insensata, felicità.

Ma quell'uomo non era il solo al quale capitasse una cosa tanto inaspettata. Altri vecchi e giovani, uomini e donne, cominciarono a provare istanti di una luminosa Meraviglia che scacciava i grigiori della Noia. Purtroppo, la maggior  parte di essi, vedendo attorno a sè gli altri uomini e altre donne che continuavano a essere annoiati e tristi, non dicevano nulla nel timore di venire scherniti.

Ma quando qualcuno trovava il coraggio di dividere con gli altri la propria meraviglia e le proprie felicità, allora la Gioia, della quale da tempo si era persa ogni traccia, tornava a vivere tra gli uomini, passando randagia dall'uno all'altro fino a quando trovava qualcuno disposto ad ospitarla.

Franco Barbero



Hijos y hijas de Josef

El trozo biblico de hoy refleja bien un dato historico: el rechazo que Jesús recibe en su ciudad . Pero en realidad estas palabras describen el destino que, ayer como hoy, es reserbado a quien es portado de una particular instancia, de un particular mensaje profetico.
Lo que pasó a Jesús no es muy diferente de lo que en los siglos ha pasasdo a muchos profetas. Que los maten o que los ponen en los mareges, que los se mofen de ellos o los acoralan de indiferencia es una cuestion que depende de los tiempos y de las situaciónes pero el hugo es siempre lo mismo hacer inutil la preofecia.

“Hoy”

Hoy los/las profetas son presecias incomodas por muchos motivos pero hay una razon que es evidente ellos certamente estan abiertos al futuro, pero el mensaje que ellos llevan es orientado en el presente. Ellos devienen intolerables y “insoportables” cuando dicen “hoy” y no deicen nada más sobre el futuro.
“Hoy” es una palabra que liga en en presente que non deja espacio para fugas u evasiones. El hoy de los profetas “anucia plabras llenas de gracia” (verso 22), pero contemporaneamente invita en nuevas decisiones, solicita cambiamentos profundos y pone enfrente a las responsabilitades que no se puenden olividar. Cuando estamos en frente a la “llamada para convertirnos”, nosotro preferimos desplazar a mañana. Si miro en mi vida, debo reconocer que muchas veces me he puesto en un comodo “haré mañana” cuando un preciso y posible “hoy” me envitaba a la conversión, en algunas personales decisiones.
Mi biblioteca es llena de biblias gastadas y consumadas le guardo preciosas como cartas de amor “llegadas” en diversas temporadas. Otras nuevas continuamente se añaden. Per en todas estas bliblias hay un capitulo que siempe me encoje para que siempre me envita a tomar en serio la oprtunidades que Dios me ofrece en el presente, los “mensajes” que atravez las personas y los hechos de la vida me hacen llegar: este comando que hoy te ordeno no es demasiado arriba por ti no es demasiado lejos por ti no es en el cielo para que tu digas: ¿quien subirá para nosotros en el cielo para tomarlo y hacerlonos oir, y lo podemos ejecutar? No es más alla del mar, para que tu digas: ¿Quien atravezerá por nosotros el mar para cojerlo y hacerlonos oir y podemos ejecutar?
Esta palabra, ademas, es cerca de ti es en tu boca y en tu corazón para que que tu la pones en prectica (Deut. 30, 11-14).

Hijo de Josef

Muchas veces como decimos en proverbio, “esperamos siempre el Mesia” practicamente encuentramos una escampatoria elegante. Para envolvernos en el camino del Evangelio esperamos signos podigiosos, ejemplos extrordinarios, testimonios grandiosos... si nosotors buscamos los profetas entre los “mitos” o los santos construidos por la gerarquia, que hace grandes aquellas personas que son funcionales a la agencia religiosa, probablemente nos equivocaos de sitio.
En estos dias un leader politico que conocimos bien despues de una reconstrucción de la cara (porqué otro no puede y no sabe cambiar) ha canonizado algun reverndo en una delirante reunion...
El camino que Jesús nos indica es decisamente una otra cosa los profetas deben ser buscados entre “los/las hijos/as de Josef, entre las tantas presonas comunes que ninguna institución grita. Si despues se trata de aquellos anunciados por monaguillo Vespa, podemos estar seguros que es un poducto safisticado, gastado o caducado. Los “santos” y las “santas” de exito son de esatuas de yeso fabricadas para los adoradore de hidolos. Por a que nonme pase de “reconocer los profetas cuando han pasados, cuando son muertos, me afeciono siempre más en los hijois de Josef y busco en sus pequeñas vidas aquellos singnos de profecia que Dios hace crecer y florecer sus existencias diarias. Muchas veces el tesoro es cerca y yo le busco lejos. Que aprender Dia despues dia a mirar con estupor y maravella los milagros que son diariamente entre nosotros. Muchos años atras escribí con la mi comunida un librito (que es disponible) “Lazaro, sales fuera”, dentro de este libro hay algunas paginas donde hablo de la capacida de la maravella.
Tambien en esto Jesús de Nazaret nos da un tesimonio precioso. Propio en los ecuentros diarios con las personas (el centurion, la cananea, el mestro de la ley, la mujer que tiene las perdidas de sangre, la viuda, la mujer que perfunó su cabeza, Zaqueo, los niños....). ha sabido maravellarse, veer lo signos de Dios, aprender a caminar juntos.

Gracias

No te agradeceré jamas bastante, Dios para los hermanos y las hermanas que me haces encuentrar en mi vida. Estas persona en carne y uesos, con su vida hecha de busquedas, de ansias y de paz, de amor, de egismo de claridad y de sombras, de alegrezas y lagrimas con su deseo de conocer tu voluntad y de practicar la justicia representan por mi una invitación que tu me haces llegar para buscar los caminos del Evangelio.
Ayudame a no quitar la mirada, abrir el corazón, aprender cada dia a caminar en compañia con tanta confiaza en ti, ensegname a maravellarme...

Un agüero

La redaccion de "Qualevita" (“Quévida” ndt.) un periodico de reflexion y información no violenta (Via Buonconsiglio, 2 – 67030 Torre di Nolfi- Italia) publlica este trozo que yo aquí rescribo como invitacion a la maravella.
“Un dia el Aburrimiento desafió la Sombra a quen puedere quedarse lo más largo posible enganciada a los hombres , sin que los hombres puedan liberarse. Tu necesitas una fuente de luz para resistir. Yo no necesito nada, yo estoy con ellos en la oscurida y en la luz” se ajctó el Abirrimiento.
Desde aquel dia, por cuanto inteligentes se hacieron los hombres para evitarlo, el Aburrimiento no les dejava jamas, tan que los ombre empezaron a piensar que el Aburrimiento fuera su compañero diario y que la vida no fura otro que una cosa extremamente aburrida. En ayuda de la humanidad aburrida llegó la Maravella.
Así pasaba que a veces algunos hombres, probablemente cansados, quasi muertos se paravan, se miravan en alrededor improvisamente como dices que pase solamente a los niños sentitia una increyble maravella. Y, pero, nada en su alrededor habia cambiado. ¿De qué jamas se maravellava este hombre? De todo y de nada, probablemrente solamte del hecho de estar vivo y mañana, ojalá de deber murir. Sin qualquiera razon particular entraba en él desde aquel momiento una extraña y sin sentido alegreza. Pero aquel hombre no estaba solo que tenis una cosa tan inesperada. Otras viejos y joven hombres y mujeres empezaba a tener instantes de una luminosa Maravella que rechazaba el gris del Aburrimiento. Desgraciadamentre la mayoria de esos, de otros hombre y otras mujeres que continuaban a estar aburridas y tristes no decia nada por el miedo que les toman en broma.
Pero cuando alguien encuentra el coraje de compartir con los otros su propia maravella y las propias algrezas la Alegreza de la qual desde tiempo se habia perdido cada señal volvia a vivir entre lso hombres caminado callejera de uno al otro hasta cuando encuentrava alguen dispuesto a la acojer.

Traducido en español: Luca Prola