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Gruppo Donne Cdb Pinerolo
Festa della vita
 
Prà del Torno 19-20 maggio 2001
 
 
 
G. - Benvenute alla festa, sorelle.
Festeggiamo una gravidanza, un parto, una maternità, una esperienza che coinvolge tutta la donna: nove mesi di gestazione, in cui il corpo si trasforma totalmente; alcune ore di travaglio e di spinte che permettono la nascita di una nuova persona; mesi e anni di "vita da mamma", in cui nulla sarà più come prima.
 
Caterina:
E' da quando aspettavo Matteo che ci pensavo: perché festeggiare "solo" il bebé e non dare importanza al resto, alla gravidanza, al parto, tanto coinvolgenti per una donna?
L'ho detto a Doranna e a mia mamma ed è iniziato il lavoro di preparazione.
Accanto ad esso, però, è rimasta una velata inquietudine: sarò capita? Non si penserà che voglio solo mettermi al centro dell'attenzione? In fondo non sono la prima a partorire, in cdb...!
Eppure... dentro di me desidero benedire Chi mi ha donato una gioia simile regalando alle donne il potere di dare la vita. Desidero riconoscere questo potere, desidero ringraziare per la forza di affrontare le fatiche della maternità, desidero ricordare la profonda sensazione di unità con la Madre (come mi piace chiamare lo Spirito-Sophia in questo periodo) che ho provato quella notte...
Desidero condividere tutto questo con le donne che vogliono ascoltare e raccontare, ricordare le loro esperienze, le loro scelte di vita (indipendentemente dalla gravidanza), che vogliono lodare Chi le sostiene e le incoraggia quando si sentono sole e svuotate (ah... che dolore il senso di vuoto, di "ventre vuoto"... Non credo che un uomo capirebbe...).
C'è questo ed altro ancora dietro la festa, prima della festa, dentro la festa. Spero che a questa celebrazione ne seguano altre, simili o diverse, per lodare la vita e la sua Origine.
 
G. E festeggiamo tutte le esperienze di parto che ci coinvolgono: non solo parti di bimbi e bimbe, ma parti di vita in senso più ampio, esperienze di rinascita e di cambiamento radicale personali, vissute in fasi diverse della vita di ciascuna di noi.
Iniziamo questa celebrazione di gioia e di lode ascoltando una pesia mentre ci teniamo per mano…
 
 
I parte - la gravidanza
 
Poesia
Questo è l'ultimo mese, la foresta pietrificata
E il lago da tempo divenuto erba.
In alto esplode il sole, proiettando la sua luce e assenza
in identici spazi. Un giorno. Un altro.
Il bambino continua a dormire nella sua barca capovolta.
Lo scafo è argentato dalle intemperie e il nostro sonno è verde scuro.
Sogni del rematore, mani chiuse come ai remi
in ascolto delle strida degli uccelli d'alabastro. Ma tutto
è silenzio, gli animali scagliati nel quarzo.
Il nostro letto è la naufraga isola azzurra del tempo e dell'amore.
Poi lentamente il cielo si colora, la neve
scende uniforme entro l'oscirutà delle cisterne.
S'aprono a ventaglio le ali d'acciaio che ci separeranno l'uno dall'altra
e le onde s'infrangono e cadono secondo la disciplina loro.
Respiro che muove sulle acque.
Piccola barca, piccolo rematore".
(L. Erdrich, in Sette poeti indiani americani contemporanei, "Se noi siamo la terra", Il Saggiatore, p. 85)

Caterina:
Era dolce e allo stesso tempo amaro cullare quel sogno senza poterlo ancora realizzare. E' stata una grande emozione, la prima volta, saperlo realizzato: nel mio ventre si stava formando una vita nuova…
Ma Tu, Madre delle madri, hai gelato il mio entusiasmo con un aborto spontaneo. Forse il feto era troppo incapace a sopravvivere (e allora, ma lo dico adesso, meglio così che una vita viva ma sofferente), forse il mio corpo era ancora poco preparato all'evento… Forse hai voluto insegnarmi l'attesa… Però… quanta rabbia, quanta impotenza!
Quanta paura, nei mesi successivi! Potrò avere figli?, mi chiedevo. E la seconda gravidanza è arrivata appena possibile, attesa e riconosciuta quasi subito, anche prima della conferma medica. Silenzio, desiderio e ansia hanno accompagnato i primi mesi di questa meraviglia, ma il cuoricino nella mia pancia pulsava, prima come un soffio e poi sempre più scalpitante… Tum, tum, tum… La vita viveva e cresceva… Tum, tum, tum… La speranza e la gioia prendevano il sopravvento.
Quel profilo di faccino, nella seconda ecografia, mi ha subito innamorata. Naso, labbra, pugnetto… E il ventre mi si gonfiava giorno per giorno, il seno si ingrossava, la fatica aumentava, gli occhi accesi e luminosi… Sarò madre!
La piccola creatura si muoveva e la sentivo, reagiva ai miei movimenti…
Un bambino dal mio utero. Una vita dal mio ventre. Un altro corpo dal mio corpo. Vita da vita…
Come hai fatto? Madre, come sei riuscita a creare le donne, la vita… così? A Tua immagine?
 
Doranna
Contempliamo il mistero della vita che si rigenera
Il nostro corpo ne è testimone e maestro
Non sono le parole ad istruirci ma la materia che nel tempo prende forma
crea e si ricrea
Il tempo del corpo
I tempi dei corpi selvaggi e perfetti
Il tempo dei nove mesi, tre volte tre
Tre come i cicli della luna
Tre come i cicli della vita che nasce muore e si rinnova
Il tempo dell'attesa
Il tempo del progetto in cui ogni cosa prende il giusto posto secondo un disegno preciso
Il tempo della preparazione, della meditazione, della contemplazione
Il tempo del silenzio
Silenzio di voci in cui solo i corpi parlano
attraverso il movimento, il battito dei cuori, l'ondeggiare del liquido amniotico
Immerse in questo ricco silenzio
comprendiamo che tutto nell'universo parla, tutto sta in relazione
Il tempo della vulnerabilità
Poiché l'uno diviene due
e ogni cellula del corpo, in ogni istante
è protesa al compimento di quest'opera grandiosa
I movimenti si fanno lenti, il corpo pesante
Unico desiderio: un nido sicuro per accudire la vita!
Il tempo dell'armonia, perché tutto attorno a me nasce e si trasforma
sperimentando la forza incontenibile dell'impulso vitale
 
Tutte:
Madre dell'universo, Fonte di ogni vita,
Ti ringraziamo perché ci rendi partecipi
attraverso i nostri corpi predisposti alla gestazione, al parto e alla maternità
dei misteri della rigenerazione e della trasformazione della vita.
Meravigliate condividiamo con il creato questa sapienza
traendone equilibrio e forza.
 

II Parte - il parto
 
Poesia
Per la compassione femminile
per l'amore materno
per la dolcezza dei fianchi femminili
per tutte le mammifere
per il loro latte
per le loro leccate
per il ritmo
per il corpo
per la mente
Ti ringraziamo, madre compassionevole e misericordiosa:
noi veniamo a Te che proteggesti e proteggerai i nostri parti
perché
come ci hai aiutato a partorire i nostri figli e le nostre figlie
ci aiuti a partorire noi stesse.
Come partorimmo i figli di carne
Che partoriamo le figlie dell'anima
(Poesia di Elena Fogarolo)
 
Caterina:
Dov'è la mia tribù?
Dove sono i canti, le danze, i sorrisi amici, i pianti, i massaggi che da sempre accompagnano le donne partorienti?
Dov'è il lago, il fiume, dov'è l'acqua di vita e di ristoro?
Dov'è l'erba da calpestare, il vento che accarezza, il canto di uccelli e insetti?
Dov'è la luna, la sua luce, il legame con l'Origine e con i cicli della terra?
Hanno chiuso il parto tra quattro gelide e asettiche pareti, mi hanno quasi isolata, come se fossi malata e contagiosa.
Solo Ivan era con me, e mia mamma, ma fuori, in corridoio.
Dov'erano le mie sorelle?
Ho fatto quel che potevo per essere io la partoriente: non ho succhiato le due pastiglie che mi hanno dato, non ho accettato l'aiuto del medico, ho scelto io la posizione per le spinte.
C'(erano con me le mani spienti e l'appoggio di una levatrice, unica donna oltre a me, forse ultimo legame con il parto delle origini…
Qual è la sana via di mezzo tra natura e tecnologia?
Ho scelto io, per me e per mio figlio. Ed è andato tutto bene. Matteo è nato sano e bello.
L'ho abbracciato, ancora unito a me dal vitale cordone ombelicale; cullavo il suo corpo come prima avevo cullato il sogno di stringerlo…
Madre, che dolore!
Madre, che felicità!
Madre, eri in me e io ero parte di Te… A Tua immagine…
E ho sentito vicine tutte le donne che partoriscono, che rinascono, che si rigenerano. Tu sei con loro, culli i loro corpi e i loro cuori nei momenti di fecondità: non solo nascita di figli e figlie, ma anche capacità di accogliere, di nutrire, di dare vita, di darsi vita.
Sì, oggi racconto il parto e parlo di me e Matteo, però… Il Tuo dono di essere feconda è più grande e durature e investe tutta la vita, tutte le vite delle donne, che siano madri o no.
Ci chiedi dfi essere vitali e accoglienti e noi partoriamo in mille modi, strettamente legate alla vita in tutti i suoi aspetti. A volte abbiamo addirittura bisogno di partorirci, cioè di rinascere noi stesse. Tu accoglie la nostra nuova vita come una levatrice sapiente e innamorata…
Grazie per i nostri corpi e per le relazioni che con essi costruiamo. Grazie per le nostre fecondità. A tua immagine…
 
G. Ora, liberamente, chi fra noi lo desidera può raccontare e condividere una sua esperienza di parto, sia in senso stretto che in senso più ampio. Alla fine di ogni racconto, insieme, benediremo l'Origine della vita, dicendo:
"A tua immagine… Grazie, Origine della vita".
 
Gesto simbolico
 
 
III parte - la maternità
 
Poesia:
Tu volgi gli occhi inquieti
fuori dalla finestra:
è nuovo il mondo per te
ogni giorno diverso.
Tutto ti attira e ridi
di questo grande gioco
che è la vita
che appena ti prende per mano.
Per lo sguardo passa
come una lenta corrente
per lo sguardo il mio amore
che bevi assieme al latte.
Ma tu non sai ancora
stringi le mani e ridi -
ti lascerò volare via
con un frullo d'ali dal nido
E rimarrò a guardare
il tuo volo in alto
verso l'azzurro infinito
verso la vita vera.
(Paola Dondona, Una lunga giornata da attraversare, p. 14, Gribaudo)
 
Caterina:
Sono una mamma. Sono la mamma di Matteo. Lui ha bisogno di me, come io, ora, ho bisogno di lui. Insieme, abbiamo bisogno di Te, Madre delle madri.
Ti benedico per questo mio corpo, capace di trasformarsi per custodire una vita, nutrirla, e poi, dopo averla messa al mondo, di rigenerarsi.
Ti benedico per il latte che mi stai donando, abbondante, caldo, buono, sano.
Ti benedico per le donne che mi hanno accompagnata in questa avventura, per i loro consigli, per la loro tenerezza.
Ti benedico per l'affetto e il sostegno di Ivan, spesso ancora incredulo per quanto è "capitato".
Ti benedico per tutte le persone che vedo meravigliarsi per il miracolo della vita… Per il Tuo dono all'umanità.
Ti benedico per avermi donato Matteo, vivo, sano, esigente, dolce…
Ti benedico per questo momento di festa e condivisione. Ritrovo le mie sorelle e sento un grande affetto ogni volta. Ho tentennato, e Tu lo sai, per fare questa celebrazione, ma… Grazie per la forza che ci dai di ritrovarci fra donne, di liberarci dal quotidiano almeno ogni tanto e di rigenerarci l'una con l'altra.
Accompagna così tutte le nostre feste di rinascita!
 
Carla:
O Grande Sapienza,
Tu conosci con quanta intensità, gioia e apprensione ho seguito tutta la gravidanza di Caterina. Il dono della vita che si sviluppava dentro di lei mi emozionava ogni volta che il mio pensiero andava a lei. Mi riportava anche indietro nel tempo, quando era lei che cresceva dentro di me e alla sua nascita.
Mi sembrava di aver maggior consapevolezza ora che non quando ero io coinvolta direttamente; allora il mondo mi sembrava ovattato, vivevo come in un sogno. Ora la realtà era più evidente.
Da quando sono più sensibile al mio essere donna, femminista…mi ritrovo spesso ad immaginare la matrilinearità come una nascita dopo l'altra, un corpo di donna che genera un'altra donna e questa un'altra ancora, creando un legame indissolubile e complice...
Penso spesso che, andando indietro nel tempo, sono come "legata" ad una donna "primitiva", che ha accolto ed amato un'altra piccola donna, donandole la vita, la quale, a sua volta, ha fatto la stessa cosa, e un'altra ancora…. Vedo proprio la nascita. Non so descrivere a parole questa sensazione, ma mi infonde tenerezza e serenità.
Dunque, Caterina era l'ultimo anello di questa lunga catena di relazione intensa ed ora un'altra creatura si sarebbe affacciata al mondo. Se fosse stata una bimba avrebbe potuto potenzialmente dare continuità a questo flusso vitale… Eppure, fin da quando ho saputo che sarebbe nato un maschio, mi sono sentita profondamente coinvolta in questo evento.
Mi sono accorta che, più che desiderare questa nascita, mi sembrava bellissimo il fatto di approfondire il legame con Caterina, come se la sua maternità la avvicinasse a me e alla mia storia in modo ancor più forte. Vedevo lei con il suo pancione che cresceva ed era lei l'oggetto della mia tenerezza e dei miei sguardi. Non riuscivo ad immaginare il piccolo, mentre invece restavo stupefatta di fronte a ciò che stava succedendo in lei.
Ricordo con tenerezza quando, andando in bagno mentre giocavamo a carte a casa mia, le si sono rotte le acque e lei, con voce squillante, ha chiamato "mamma!!".
Anche durante il travaglio e il parto continuava ad essere lei la mia creatura e notavo lo stupore sul viso delle persone che le stavano vicino nella sala travaglio, quando io chiedevo con insistenza come stava lei.
Quante volte in quel corridoio poco illuminato ho guardato l'orologio e Ti pregavo e supplicavo che il dolore lasciasse presto il posto alla soddisfazione di poter accogliere tra le sue braccia quel corpicino umido e tremante. Come sentivo profondamente uniti dolore e gioia, morte e vita…
"E' nato e sta bene!". E io ancora a chiedere: ma lei, come sta? Che bello poterla abbracciare, vedere la sua grande gioia e dirle con affetto: "Ciao, piccola dea!".
Grazie mia grande Energia Creatrice, del dono della vita e delle emozioni intense che si provano. Grazie per questo miracolo che coinvolge così profondamente il corpo e il cuore di una donna.
Grazie per tutte quelle donne che "generano" figli e figlie, anche senza partorirli/e fisicamente, ma accogliendo la loro presenza e prendendosi cura della loro vita.
 
Preghiere personali
 
Canto: "alleluia" (la nostra festa)